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Mister Condò e l’era Berlusconi

Allenatori ai raggi X


L’OPINIONISTA DI SKY, EX INVIATO DELLA GAZZETTA DELLO SPORT, ANALIZZA IN ESCLUSIVA PER NOI GLI ALLENATORI CHE SI SONO SUCCEDUTI SULLA PANCHINA ROSSONERA DAL 1986 A OGGI. “LIEDHOLM ERA UNA LEGGENDA NELLA PARABOLA CONCLUSIVA. SACCHI UNA GRANDE INTUIZIONE. CAPELLO HA CAMBIATO E VINTO TANTO. ANCELOTTI HA SAPUTO FARSI VOLER BENE DA TUTTI. ZACCHERONI NON HA FATTO SUE CERTE REGOLE NON SCRITTE. ALLEGRI DIFFICILMENTE S’INNAMORA DI UN CLUB. MONTELLA? MERITA DI CONTINUARE”

Paolo Condò è una certezza quando si parla di calcio e di Milan, squadra che ha seguito con attenzione nei suoi primi anni da inviato per La Gazzetta dello Sport, quotidiano che lo ha visto impegnato un trentennio e che lo vede ancora autore della rubrica Condò Confidential. Dall’autunno del 2015 è passato a Sky Sport come “talent” – oggi il commentatore si definisce così – di Sky Calcio Show e di altre trasmissioni del canale. Ma è anche il protagonista di Mr. Condò dove intervista – in splendide location – i migliori allenatori. Ecco perché lo abbiamo invitato a “raccontare” la storia dell’era Berlusconi passando per la panchina. Spesso vincente, sempre bollente e comunque allettante. A partire da quando l’occupava Nils Liedholm, il primo allenatore del Nuovo Milan, quello nato il 20 febbraio di trentun anni fa.

 

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