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Mondo giovani

Lo spirito di Rino


DA ALLENATORE, GATTUSO HA RIVISTO CERTI CONCETTI: “QUANDO GIOCAVO, CORREVO ANCHE QUANDO NON ERA NECESSARIO E SPRECAVO TROPPE ENERGIE, OGGI NON MI METTEREI IN CAMPO”. “LA MIA GIORNATA? ARRIVO A MILANELLO ALLE 13,30 E VADO VIA ALLE OTTO DI SERA. PER ME IL GRUPPO DI LAVORO È IMPORTANTISSIMO, NON BISOGNA MAI DARE LA SENSAZIONE D’IMPROVVISAZIONE”

Ciao Rino, la prima domanda è d’obbligo: allenando i giovani dopo diversi anni alla guida di prime squadre, hai voluto rimetterti in gioco?

- No, perché venivo da tre anni “borderline”, due a Pisa e uno in Grecia all’Ofi Creta, esperienze che mi sono costate molto in termini emotivi e a livello di stress. Avevo altre offerte ma volevo riflettere un attimo prima di ributtarmi nel calderone, poi c’è stata la proposta del Milan e le perplessità sono svanite. Perché, non avendo mai lavorato con i giovani, non avevo termini di paragone e non sapevo a cosa andavo incontro. Devo dire che le dinamiche sono le stesse, idem per quanto riguarda lo stress, ma tornare a lavorare a Milanello dove mi sono sempre sentito a casa e ritrovare le persone con cui ho condiviso qualcosa d’importante sono cose che non hanno prezzo. È vero che la società è cambiata, ma a livello di organizzazione del lavoro devo dire che è cambiato poco.

 

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