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Sacchi 30 e lode

Intervista esclusiva con Arrigo


IL 1° MAGGIO DEL 1988 I ROSSONERI VINCONO A NAPOLI, SORPASSANO IN CLASSIFICA LA SQUADRA DI MARADONA E SI AVVIANO A CONQUISTARE L’11° SCUDETTO, IL PRIMO DELL’ERA BERLUSCONI. UN TRIONFO CHE DIEDE IL VIA A UN CICLO D’ORO, RIVISSUTO IN COMPAGNIA DELL’ALLENATORE DELL’EPOCA CHE HA PARLATO IN ESCLUSIVA PER “FORZA MILAN!”

Che anno, quell’anno: 1988, tra i 18 Scudetti della storia rossonera forse quello più bello perché più insperato. Di sicuro quello più “marchiato”. Il Milan di Gullit e Van Basten, certo. Ma soprattutto il Milan di Arrigo Sacchi. Che da “omino di Fusignano” come lo aveva etichettato – con malcelato sarcasmo – qualche prestigiosa penna nostrana diventò presto il “Vate”, il profeta del nuovo, il rivoluzionario che cambiò per sempre la storia del calcio italiano.
Trasferito all’oggi, Sacchi sarebbe “un classe ‘76”, esattamente come Simone Inzaghi. Avrebbe cioè 42 anni pur dimostrandone qualcuno di più con quella pelata e l’aria sofferta di uno che viveva e respirava calcio 24 ore su 24.

 

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